O, perlomeno, se un personaggio usa un certo tipo di linguaggio perché quello è il suo profilo psicologico ci stà bene e il traduttore non può fare a meno di tradurlo così dato che lo scopo della traduzione è quello di rappresentarci i personaggi per come son stati creati ma cambiando solo la lingua e non la dialettica.
Se però un personaggio è palesemente non maleducato, allora perché far sì che lo sia?
Ecco un esempio preso Dark Seed
La versione originale inglese è così:
La traduzione floppy mette un'improbabile turpiloquio:
Fortunatamente la versione CD tappa la falla:
Un altro esempio plateale è Simon the sorcerer che già di per sè la traduzione lascia a desiderare (il "bark" del cane è tradotto come "citrullo"!)
Pero' per Simon ci sta' abbastanza, nei primi due capitoli era molto cinico e maleducato
Io nelle due traduzioni che ho fatto ho usato le parolacce solo nei casi in cui c'erano, anche se erano pochissimi ed erano soprattutto sinonimi di prostituta
Io nelle due traduzioni che ho fatto ho usato le parolacce solo nei casi in cui c'erano
Questo si rifà a ciò che ho detto sopra, cioè:
quote:Scritto in origine da vitali80
se un personaggio usa un certo tipo di linguaggio perché quello è il suo profilo psicologico ci stà bene e il traduttore non può fare a meno di tradurlo così dato che lo scopo della traduzione è quello di rappresentarci i personaggi per come son stati creati ma cambiando solo la lingua e non la dialettica.
Fin qui và tutto bene, il problema è sempre quando si arriva storcere il personaggio; la traduzione non sempre può essere letterale e l'importante è che non cambi il senso della frase ma deve tener conto del carattere dei protagonisti e questo non vale solo per le parolacce ma anche per il tipo di umorismo o modo di parlare, ergo se una persona fà battute spicciole non li si possono mettere in bocca battute di satira politica oppure se un personaggio è ignorante non si possono mettere dialoghi con vocaboli astrusi.